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I nastri di Legasov - NASTRO 3, LATO A

I nastri di Legasov – NASTRO 3, LATO A

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Con i miei stessi occhi vidi comandanti di alcuni equipaggi caricare essi stessi i sacchi di sabbia, attaccarli agli elicotteri, volare sull’obiettivo, sganciarli e poi ricominciare poi tutto daccapo. Nei giorni 27 e 28 di aprile, né il Ministero dell’Energia né le autorità locali poterono organizzare in modo completo e preciso i lavori per l’approvvigionamento dei materiali che dovevano essere sganciati nel cratere del reattore. Intorno al 29 finalmente venne organizzato il tutto. Vennero attivate delle cave e finalmente i materiali cominciarono ad arrivare con costanza e le cose ad andare più lisce. Continua la lettura di I nastri di Legasov — NASTRO 3, LATO A

I nastri di Legasov - NASTRO 2, LATO B

I nastri di Legasov – NASTRO 2, LATO B

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Il lavoro di successo in questo settore attrasse l’attenzione del direttore dell’Istituto, e questo mi consentì di avvicinarmi a lui al punto da nominarmi vicedirettore. Le responsabilità scientifiche erano limitate alle mie personali attività. Per quanto riguarda la distribuzione delle responsabilità che avevamo nella direzione, e che abbiamo tuttora, mi vennero assegnati compiti relativi alla fisica chimica, alla fisica radiochimica e all’uso di sorgenti nucleari e di plasma per scopi tecnologici. Questa era la gamma di attività professionali nelle quali ero coinvolto. Continua la lettura di I nastri di Legasov — NASTRO 2, LATO B

I nastri di Legasov - NASTRO 2, LATO A

I nastri di Legasov – NASTRO 2, LATO A

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Immediatamente vennero proposte delle soluzioni pratiche per la protezione delle acque di faglia. La prima – per il quale sviluppo vennero coinvolti numerosi esperti del Goskomgidromet e di altre organizzazioni regolamentanti, come per esempio la Minvodkhoz – fu quella di costruire una barriera intorno all’intero suolo del sito contaminato della Centrale Atomica di Chernobyl, scavando delle trincee da riempire poi con il cemento, realizzando così una sorta di cubo che prevenisse la dispersione di acqua radioattiva. Inizialmente vennero acquistati macchinari italiani che fossero in grado di sostenere un lavoro simile effettuato a grande intensità. Continua la lettura di I nastri di Legasov — NASTRO 2, LATO A