pub

ma sai cosa, alla fine, sticazzi

ti alzi
molli tutto
ondeggi fino al bancone
e ci vai
(ché io t’osservo)
con quell’aria da prefestivo che hai

al tizio rasta, poi
poco lavato, direi
che domanda ciò che vuoi
rispondi
una birra pigra
pigra come un regionale al binario

e tuttavia
lui non manca di coraggio
nell’afferrare un boccale
per servirtene una a caso

invece di scavalcare
con un balzo
il bancone
e prenderti la testa
tra le mani,
con le mani
e baciarti a cercarti l’anima
e invece
invece niente
e invece io
io che lo sento
l’eco della tua anima monella
(e tra l’altro mi lavo)
m’alzo

mollo tutto
persino questa penna sfinita
e volo
senz’ali
al tuo cospetto
scavalcando ciechi e sordi
che arredano il locale
mentre il resto
del mondo
collassa

e pure a me manca poco

se continui a
darmi corda come fai
mentre scivolo
sul piano inclinato del tuo sorriso

e lo sento sai
che da qui
vivo non uscirò mai
ma per lo meno
scoprirò di che morte morire
e di chi, di te

ma sai cosa
alla fine
sticazzi

il tempo è un tubo che perde
e questo a me pare
in tutto e per tutto
un attimo di muto trionfo
nella mia vita urlata
sebbene ormai morente
nella sequenza finita
dei miei respiri.

firma Ale Di Cicco

[le altre]

bombe

bombe.

c’è chi in sé
contiene moltitudini

io invece
contengo bombe
e ogni tanto
ne faccio brillare una

per scavare la roccia
fare più spazio
e accatastare
ancora più bombe.

non avessi fatto scoppiare la prima
oggi avrei
solo una piccola cantina
qualche bottiglia di vino e olio
e non
un arsenale
che si nutre di se stesso.

firma Ale Di Cicco

[le altre]

polenta

polenta a Luglio

è un giorno di fine Luglio 1997. scorrazzando per la città ci imbattiamo, noi compagnia di disadattati quasi senza famiglia, nel poster di una sagra paesana che promette “polenta al sugo di cinghiale e di capretto”. si va, ci diciamo; stasera, ci promettiamo. detto, fatto. si fa sera, ma come da tradizione vien tardi per aspettare tutti. ché ci si muove in gruppo con motorini cinquanta, smarritati, regolarmente in due e con le targhe diversamene leggibili. ci arrampichiamo sul colle che porta a Pitelli, arriviamo che si fa buio con tutto che è piena estate: abbiamo 18 anni di media, gli ormoni fino agli occhi e una fame soprannaturale. Continua la lettura di polenta a Luglio