ufficio brevetti

ufficio brevetti

c’è questo assurdo ufficio brevetti
nascosto in un angolo del centro
dove registrare un’idea originale
è un’idea più originale dell’idea stessa.
gli impiegati sono piccoli elefanti grigi
con un papillon giallo al collo
per darti il benvenuto
ti offrono la proboscide attraverso lo sportello.
quello di loro più massiccio e col farfallino rosso
li comanda tutti a muso duro
ha detto no a pause caffè ed al colesterolo
invidia tutti, arringa tutti, mai accetta qualcuno.
quando edison provò a depositare la lampadina
lo spedì a lavorare in una fabbrica di ceri.
e franklin? quando provò con il parafulmine
lo fulminò con uno sguardo.
nessuno riesce mai a registrare niente
non ci son moduli o raccomandazioni
le idee son tutte vecchie e impolverate
ed il progresso va avanti solo per jattura.
domani porto con me un topolino
lo proteggo nella tasca della giacca
e appena sento, “niente, rifiutato!”
lo libero felice a zampettar in giro.
si spaventino pure i pachidermi
liberino questo assurdo ufficio brevetti
mi lascino registrare da me quel che voglio
che sia stupido, inutile
nocivo o dannoso
ma che sia
per una volta
solo
mio.

firma Ale

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stagioni

stagioni

vorrei essere vento
in primavera a Digione
e pettinare col respiro
le piantagioni di senape
vorrei essere sole
in estate in Ucraina
ammirare le spighe crescere
nel granaio d’Europa
vorrei essere acqua
in autunno in Indocina
e riempire di lacrime
le paludi e le risaie
vorrei essere fiamma
in inverno a Vancouver
a scaldare il tuo cuore
gelato, spaventato e perso
bisognoso d’acqua per lavarsi
e di sole, per scaldarsi
e poi vento
vento
per asciugarsi, e pettinarsi
quando torna primavera
quando chiede
solo un attimo per stendersi
e chiudere gli occhi
godendo
di quei pochi minuti
di pace, prima della battaglia
prima che si rialzi dolente
gridando “fatevi sotto”
voi
senza dio
voi senza elementi
voi
senza stagioni
da sacrificare
all’amore.

firma Ale

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