viaggiare

viaggiare

mi mancano tantissimo gli aerei. e l’aeroporto, quel luogo non luogo dalla temperatura, luce e brusio costanti. mi manca quel brividino del decollo e dell’atterraggio, il guardare il mondo indistinguibile cercando di distinguere confini, montagne, città e porti operosi. manca l’attesa della chiamata al Gate, manca la corsa quando sei in ritardo, persino l’attesa dei bagagli a Fiumicino che non finisce mai. i duty free con le loro cianfrusaglie e i liquori a buon mercato, la cintura tolta al controllo sicurezza, il rivestirsi rapidi per far posto agli altri dietro di te. e poi ancora il frastuono dei motori a getto sulle piste, la prima vibrazione quando l’aereo prende vita dal suo parcheggio, i piloti che si intravedono dal corridoio stretto, le cappelliere, le indicazioni di sicurezza che nessuno ascolta, i bambini educati, quelli no, quelli che è la prima volta che lasciano il suolo naturale. manca tutto ciò che accade dopo e tutto quello che finisce al ritorno. l’eccitazione e la malinconia. il ricordo e il vissuto. l’emozione, la promessa di rifarlo.
viaggiare.
firma Ale