Archivi tag: un po’ mi vergogno (e voi non siete d’aiuto)

valigia

la valigia di chi scrive

preparando quest’ultima valigia
devo ricordarmi
di ricordare
tutto quanto serve
e non posso lasciare indietro
molto vento
acqua, mare, sale
albe, tramonti, nebbie
mattine e pomeriggi
e poi, sere
voli di uccello, stelle di firmamento
lacrime e sole, strapiombi.
oddio! per poco dimenticavo
la pioggia, tanta pioggia
e non quella fredda, gelata
ma quella estiva, leggera
quella che solletica le dita
quella che ti solletica nel letto
poi della carta
qualche penna
(e che sia nera)
il mio occhio distratto alle cose
i miei giorni a volte pieni
a volte vuoti
qualche animale domestico
qualche corsa a perdifiato
e poi tanti
innumerevoli
sorrisi tuoi.

firma Ale

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ali aeroplano

bisogni primari

ali
cruscotto
carrelli
ipersostentatori (o flap)
carburante
timone di coda
(timore di cosa?)
seggiolini scomodi
cappelliere
pilota (umano)
pilota (automatico)
motori potenti
è il capitano che vi parla
insomma tutto è pronto al volo
di questo aereo
che mi riporta
a casa
il decollo
l’atterraggio
il mondo dall’alto
l’emozione
le hostess fighe
la vicina di posto pure
ed io, io che ad altro non so pensare
se non a un piatto
di pasta
col sugo.

firma Ale

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aça de la Vila de Gràcia, Barcellona

una mas

il primo sorso
poi el segundo
un tizio con la giacca color cammello
un foular al collo
e molti baffi, folti e grigi
una ragazza grassoccia, bionda, riccia
strizzata in pantaloni troppo stretti
una torre dritta, rossa, campanaria
alberi inclinati, due fiamme
cinque anziani su una panchina
uno col bastone
due con le stampelle
e il mio boccale già vuoto a metà
le bandiere catalane alla finestre
dei bimbi stupendi
la tua magnifica assenza
le sigarette che ora fumerei
sino all’ultimo sorso,
casa.
la voglia di tornare
quella di restare
(hola, gracias, no entiendo, una mas)
l’anello al mio pollice e la mia Bic quasi finita
il canovaccio bianco
del mio tempo prezioso, migliore
l’esserci ora
il saperlo
il goderne.

Plaça de la Vila de Gràcia, Barcellona, 26 Aprile 2015
firma Ale

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c'è un veicolo in fiamme che causa disagi

c’è un veicolo in fiamme che causa disagi

c’è un veicolo in fiamme che causa disagi
lo dico per dire dire una cosa, sai
come quelli della radio
quelli dalla voce impostata
quelli che l’A1 s’incolonna
a Caianello si rallenta
e il tratto di penetrazione urbana dell’A24
è bloccato, per definizione
sempre e solo
per un veicolo in fiamme che causa disagi
e mai una volta che fosse, chessò
per un gatta partoriente sulla corsia di sorpasso
una famiglia di oche che attraversa la carreggiata
uno stormo di stoni che bombarda deiezioni al tramonto
sì insomma
mai che siano degli animali
a bloccare le strade
o comunque
delle buffe cause generiche
che mi facciano sorridere e sgarrare
mentre mi rado e ascolto il traffico alla radio
domandandomi
chissà questo poveraccio
che tutti i giorni arde e causa disagi in giro
quanto paga all’anno
di furto
e incendio.

firma Ale

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Escher

il nostro folle amore per l’assurdo

il volo dei lampioni
laggiù
sui fondovalle
e in cima, sulle malghe
di ricci castani e di sgretolamenti
quasi fosse tutto perduto
nel vento, e nelle lacrime
nascoste alle tegole scure
e ancora
ai tetti
ai muri
agli asfalti delle strade
quasi cadessimo incespicando
in punte d’iceberg apparse, anomale
nei prati primaverili, nelle basi d’asta
e nella consapevolezza di come
questa poesia non significhi un cazzo
per quanto tutta, l’hai letta
senza preoccupazione
è solo l’istinto
dettato
dal nostro folle amore
per l’assurdo

firma Ale

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