l’attesa


mentre ti aspetto
vorrei, sai
scrivere qualcosa
e cazzeggiando e
bevendo un rosso ormai fuori stagione
potrei affacciarmi sulla palude
dei miei ricordi
ma non ho voglia di acque ferme
(non stasera)
allora potrei frugare, sai
nel surrealismo dei miei desideri ma
ho i vaccini scaduti
e poi
poi
la surrealtà
mi sarà utile stanotte
dunque, infine
potrei scrivere di questa attesa
dei minuti che ne fanno tessuto
dei minuti che mancano
al tuo albeggiare
ma, sai
preferirei metter su Miles Davis
versare due dita di Talisker
stendermi come se il tempo fosse fermo
e a lui, consegnarmi
perché l’attesa non si descrive
non si fotografa
né si contiene
l’attesa s’assapora
come su di un mare forza otto
il trasbordo di un traghetto
verso le coste limpide e serene
della Sicilia.

firma Ale

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