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cortile assolato

se solo potessimo vivere questo pomeriggio per tutta la vita

se solo potessimo vivere
questo pomeriggio per tutta la vita
avremmo risa inossidabili
e non dovremmo più
sfamarci
o dissetarci
se non delle nostre
stesse bocche di carta
se solo potessimo vivere
questo pomeriggio per tutta la vita
mai più vedremmo
alcuna alba
alcun tramonto
e tutto s’allungherebbe nel burro
dei nostri passi leggeri
dei cortili assolati
delle genti distrattamente
rispettose
dei nostri abbracci di corda
se solo potessimo vivere assieme
questo pomeriggio per tutta la vita
a che servirebbero
strade aeroporti e binari
mutui cappelli e portoni
liane dobloni e candele
se solo potessimo vivere
questo pomeriggio per tutta la vita
sarebbe molto
molto più che abbastanza.

firma Ale

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noi siamo qui

la scorsa notte
turbolenta e impicciona
ho fatto questo sogno qui
che sul monte
più alto dei monti
costruivamo da terra a cielo
un immenso fumogeno
e poi
uno a uno
sette miliardi quanti siamo
arrampicati come formiche
su una scaletta piccina piccina
lo riempivamo all’orlo
di tutte le vecchie lettere d’amore
degli amori passati o perduti
di tutto il denaro vigliacco
dei compiti in classe
delle bollette, delle sanzioni
e delle pergamene insudiciate
da parole appuntate
mai riferite
e poi Kennedy
(sì, John Fitzgerald)
da un palco posticcio
pronunciava qualcosa d’altisonante
e privo di senso
e col fiammifero usato
per un cubano
accendeva questa nostra
somma verticale
di emozioni e sventure
e da lì il nostro anno solare
il nostro roteare
diventava spirale di fumo colorato
nel buio vacuo dello spazio
il nostro
il primo
un pianeta popolato di vita
a dichiarare all’universo
siamo qui
complicati e incomprensibili
sicuramente un po’ inquinanti
ma se v’interessa
beh, insomma
noi siamo qui.

firma Ale

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